 | Nella mistica zen la pratica della meditazione si può affermare costituisca il fulcro centrale. La meditazione (zazen) va condotta con un rituale ben preciso indossando un abito apposito (kesa) su di un morbido cuscino (zafu)
rivolti verso il muro. Una importanza fondamentale viene data alla posizione (postura) che il meditante deve mantenere per tutto il corso dell'esercizio, facendo bene attenzione a non rilassarsi con il tempo ma nemmeno ad irrigidirsi. L'atteggiamento mentale della meditazione è quello di una calma attiva. Non si devono raggiungere livelli spirituali superiori, ma si deve
tendere alla realizzazione del proprio Sé, l'obiettivo supremo. |
 | Così istruiva un maestro d'armi i suoi allievi: "Tendete lentamente e con forza il vostro arco. Ora osservate il bersaglio davanti a voi, ma non miratene il centro. Mantenete saldamente la
posizione e pazientate. Quando la freccia avrà colpito il centro del bersaglio solo allora scoccatela dal vostro arco" |

Meditazione ovvero il "pensiero in negativo" di tre grandi della storia.
EINSTEIN "Come riesce ad avere queste intuizioni?". "Lo sforzo autentico consiste nel ripulire la mente dalle incrostazioni di presupposti, concetti, idee errate che contiene"
MICHELANGELO "Con quale procedimento scolpisci dal blocco informe l'opera meravigliosa?". "Io non scolpisco il masso. La statua è già racchiusa nel suo interno. Non mi resta che togliere il superfluo".
PICASSO (l'artista amava la solitudine durante il lavoro) "Come organizza un giorno di lavoro nel suo studio?". "Passo
quasi l'intera giornata a riordinare i miei attrezzi, buttare ciò che non serve e ripulire i pennelli. Se mi resta un pò di tempo dipingo qualcosa". |
 | MEDITARE ALL'OCCIDENTALE
Completamente rilassati, supini. in un luogo tranquillo con luce soffusa ed assenza di rumori fastidiosi, vestiti di panni larghi e senza costrizioni disponetevi, occhi chiusi, ad una induzione di onde alfa.
Visualizzate davanti a voi uno schermo cinematografico bianco. Questo si riempirà velocemente di immagini guizzanti non ben identificate . Sforzatevi ora di rimuovere con metodo e costanza ogni immagine che si presenta sullo schermo. Si tratta di lottare per alcuni minuti fino a che le figure cominceranno a diradarsi, ma non saranno ancora
del tutto sconfitte. E' probabile che in una sola seduta non acquisiate la facoltà di liberare completamente lo schermo, ma non scoraggiatevi perchè vi accorgerete che nelle sedute successive le vostre doti di "ripulitori" si andranno via via affinando. Si può sostituire uno schermo con un cielo azzurro che va liberato dalle nuvole. |
 | I praticanti del trekking estremo hanno vissuto l'esperienza di trovarsi in solitudine a contatto con un'entità della natura, un monte, un lago, un fiume. Si stabilisce un "colloquio" basato su uno stato psichico che potremmo definire di
contemplazione. Si comprende come le popolazioni primitive venerassero le entità naturali, le considerassero dimore degli dei o divinità loro stesse. Si coglie la percezione esatta di come la natura non ci sia nemica, nè amica ma semplicemente ci "ignori". Percepiamo allora la nostra reale dimensione di unità infinitesimali,
ma facenti parte del tutto. Non è una consapevolezza che si conforma in genere ai modelli culturali che ci vengono imposti dalla società in cui viviamo, ma avvertiamo in essa una profonda essenza di verità. |