La forza gravitazionale non esiste certamente perchè noi ne abbiamo delineato i contorni fenomenologici in una legge. La comprensione della natura intima, dell'essenza delle forze che agiscono nell'universo ci sfugge, perchè nella realtà sono queste forze a "comprendere" noi.
Un fenomeno di levitazione comporterebbe il concretizzarsi di una forza pari (anzi leggermente superiore) e contraria alla forza gravitazionale. Che un flusso magnetico di tale portata possa essere emesso da un essere umano non è da escludersi a priori, ma sarebbe necessario un dispendio di risorse da esplodere in un solo attimo così elevato da determinare, secondo i calcoli condotti il dissolvimento fisico della persona. Considerando veritiere le testimonianze di fenomeni di questa natura, non resta che pensare all'apporto di forze esterne o ambientali.






















In quel giorno assolato del 1968 nello stadio di Città del Messico gli atleti del salto in lungo si aggiravano pensierosi e assorti attorno alla pedana concentrando ogni energia mentale e fisica nell'imminenza della competizione. Un'atleta fra gli altri pareva distaccato dall'evento quasi assente. Era lo statunitense Bob Beamon e nella sua calma si racchiudeva il presagio della grande prestazione epocale. Nel balzo incredibile che efffettuò alla prima prova riusci a polverizzare la migliore prestazione mondiale precedente atterrando dopo un volo di 8 metri e 90 centimetri. Lo stadio eslpose e fu quella la prima violenta emozione che il pubblico dell'atletica leggera ebbe in quella memorabile Olimpiade. La sera stessa una giornalista intervistò il campione per chiedergli particolari in merito a questa sua performance, ma Beamon si limitò a questo breve commento: "Non so rendermi conto esattemante di cosa sia successo. (...segue)




















Ricordo solo che un attimo prima del salto ho osservato la pedana di rincorsa e mi è venuto spontaneo di pensare :"Tutto qui?".
In una condizione ideale di trance agonistica l'atleta agisce per automatismi come se fosse già tutto predisposto, quasi attore inconsapevole dell'evento. Il ricordo di quel record tuttavia era destinato a lasciare una "impronta magica" negli sportivi di tutto il mondo perchè alla luce anche di tutte le analisi che furono fatte al salto, parve quasi che il saltatore si librasse per un attimo in aria privo di peso. E' suggestivo pensare ad un fenomeno di "levitazione", pensare che la potenza della sua concentrazione gli abbia rivelato per un momento non solo il segreto per saltare più lontano, ma anche il segreto per vincere in quell'attimo la forza di gravità.




















Nel sogno colgo il momento più propizio quando mi trovo in mezzo ad una grande folla al centro di una piazza o in una via di traffico intenso di pedoni e veicoli. Mi esibisco nel mio numero preferito la "levitazione". Stacco i piedi da terra sollevandoli letteralmente facendo leva con le mani sui polpacci. Rimango un attimo così a galleggiare ad un'altezza di un metro circa. Nessuno mi degna di uno sguardo allora insisto con un numero spettacolare. Mi sollevo lentamente sopra tutti loro e comincio a veleggiare con ardite traiettorie. Passo inosservato nell'indifferenza più totale. Mi rassegno a tornare a terra per dileguarmi sconfortato in una viuzza laterale.




















Uno dei numeri più consueti eseguiti dai prestidigitatori al cospetto del pubblico è la levitazione della loro assistente fatta sdraiare supina. Ecco il mago roteare le sua magiche mani sul corpo della ragazza recitando ad alta voce tutto il repertorio di formule rituali di cui è a conoscenza. Il corpo dopo un impercettibile sussulto inizia a salire lentamente ma inesorabilmente verso il soffitto. A metà percorso circa il mago impone di nuovo le mani sulla ragazza pronunciando la formula magica di arresto. Il gioco è fatto ma non è fugata l'incredulità degli astanti che sospettano la presenza di fili pendenti dall'alto o di una sottile barra di supporto sotto il corpo dell'assistente celata dai drappeggi della sua veste. Tocco conclusivo e definitivo del mago che munitosi di un cerchio lo fa scorrere lungo il corpo della ragazza a dimostrazione che è veramente sospesa nel vuoto.