LE ARTI DIVINATORIE SI POSSONO SUDDIVIDERE IN DUE CATEGORIE.

1) Divinazioni che necessitano di pratiche o procedure codificate per essere interpretate.
2) Divinazioni allucinatorie che richiedono da parte dell'operatore il raggiungimento di un stato di annullamento o attenuazione della coscienza razionale. Si ottiene con pratiche ipnotiche, allucinatorie o con l'assunzione di sostanze che alterano lo stato psichico.














Nell'antica Cina era in uso una pratica divinatoria che utilizzava il guscio delle tartarughe. La corazza di questi animali rappresentava l'universo dove la parte inferiore era la superficie della terra e la parte superiore la volta celeste. Frammenti di corazza si ponevano sul fuoco e si traevano auspici osservando le varie screpolature e incrinature che si producevano. Alcuni studiosi fanno risalire gli stessi I Ching a questa pratica mantica.






















Sono fiorite nel corso dei secoli le leggende legate a Romolo e Remo artefici della fondazione di Roma. Sull'uccisione di Remo per mano del fratello Romolo si fa riferimento anche ad una divinazione atta a stabilire chi dei due doveva onorarsi di dare il nome alla nuova città. Si affidarono al responso divino di un volo di uccelli. Così Romolo fissò come punto di osservazione il Colle Palatino e Remo l'Aventino. Romolo vide dodici avvoltoi mentre Remo ne ossservò sei. La disputa continuò perchè quest'ultimo era intenzionato a far valere la priorità del volo rispetto al numero degli uccelli. Ne seguì la lite e la mano fratricida di Romolo colpì.




















ONIROMANZIA - Nell'enigma del sogno la flebile luce dell'interpretazione mantica ha illuminato per secoli i seguaci del pensiero esoterico. Antichi popoli pensavano alla reale esistenza di un "paese dei sogni" dove il dormiente si recava per ricevere indicazioni profetiche. Le tribù indiane delle pianure americane consideravano il sogno un soffio divino ed i guerrieri si sentivano in obbligo di obbedire a qualsivoglia ordine fosse stato impartito loro in sogno. Senza invadere i territori delle grandi religioni storiche, è fuor di dubbio che anche le vicende umane siano state scritte in buona misura sull'abbrivio di famosi sogni profetici e premonitori. Nella civiltà attuale tuttavia il termine " mondo dei sogni" non si può dire sia carico di valenze positive. Uscendo dal campo esoterico la moda del momento è l'abbinamento di numeri ai sogni. La "Smorfia Napoletana" ci fornisce indicazioni in proposito.




















Le pratiche di divinazione o mantiche si sono sviluppate prevalentemente nei settori dove l'operatore o medium si dispone in uno stato di trance indotta a volte (e questo fin da tempi primordiali) dall'assunzione di sostanze in grado di alterare lo stato normale di coscienza razionale. In altri casi ci si concentra su oggetti o superfici particolari fino a raggiungere uno stato ipnotico o allucinatorio.
"Specchio, specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?" invocava la perfida regina di Biancaneve di fronte al suo specchio magico.
Fra le superfici adottate per raggiungere questo stato autoipnotico quali la sfera di cristallo, la sabbia, l'acqua, il cielo, le fiamme di un fuoco vivo è forse proprio quella di uno specchio la più indagata nella teoria delle pratiche mantiche.
(...segue)




















Si tramanda che l'esperimento di porsi di fronte ad uno specchio per evocare responsi non sia del tutto esente da "pericoli" in quanto il messaggio è in grado a quanto si dice in campo esoterico, di raggiungere direttamente gli "spiriti elementali" facenti parte della sfera più bassa dei livelli spirituali dove si muovono energie anche legate alle forze del male. E' più normale trovare veggenti scrutare i riflessi più tranquilli delle sfere di cristallo. In questa pratica la sensazione avvertita con il passare dei minuti pare sia quella del diffondersi di una specie di alone di nebbia ad avvolgere l'ambiente in cui ci si trova. Da questa iniziano ad affiorare immagini a cui si attribuiscono le diverse interpretazioni.




















Il cielo notturno era soggetto a studio astrologico perchè presentava un teatro di attori come la luna, le stelle i pianeti che puntuali si ripresentavano in scena per recitare un copione che prevedeva spostamenti codificati con il tempo e quindi in certa misura comprensibili. Il cielo diurno con le sua manifestazioni eclatanti e terrifiche avrà senz'altro indotto l'uomo primitivo a considerarlo l'espressione più diretta ed immediata delle collere divine e foriero di presagi di sventura. Lampi, tuoni, fulmini, saette, acquazzoni, grandine e nubi ora allineate in curiose schiere, ora addensate in minacciosi cumuli.
L'uomo traeva auspici dagli eventi che accadevano nella sola sfera magica che conoscesse il cielo.




















ORDALIE

Nel medioevo si usava sottoporre l'indiziato di delitti ad una prova fisica il più delle volte cruenta dal cui esito si traeva il responso sulla sua innocenza o colpevolezza. Si trattava del cosiddetto Giudizio di Dio o Ordalia.
Per provare la sua estraneità al reato il sospettato era costretto ad afferrare tizzoni ardenti senza procurarsi ustioni, galleggiare immobile in uno stagno senza affondare, sopravvivere alla ingestione di cibi avvelenati. L'ordalia poteva riguardare anche due persone. In questo caso il presunto intervento divino doveva indicare l'innocente in chi fosse sopravvissuto ad un duello all'ultimo sangue.




















RUNE

Caratteri di un alfabeto antico in uso presso popolazioni del nord Europa derivanti dall'alfabeto greco e latino. La sequenza di queste lettere era tutttavia diversa da quella dell'alfabeto latino e ad ognuna era associato un numero ed un significato magico-religioso.
La pratica della divinazione con le rune traendone auspici dalla disposizione e dall'ordine con cui si presentano dopo averla fatte cadere su di un piano è ancora in uso.